VIRTUAL TOUR Fundació Joan Miró

VIRTUAL TOUR Fundació Joan Miró

Joan Miró

Figlio di un orefice e orologiaio, Joan Miró cominciò a disegnare dall’età di 8 anni. Su consiglio del padre, Miró intraprese studi commerciali ma in parallelo frequentò lezioni private di disegno; dal 1910 al 1911 lavorò come contabile in una drogheria, finché un esaurimento nervoso non lo convinse a dedicarsi all’arte a tempo pieno. Fu il lungo periodo di convalescenza passato nella casa di famiglia a Mont-roig del Camp a consolidare definitivamente la sua vocazione; lo stesso Miró riconobbe in seguito in Mont-roig e Maiorca i due poli della sua ispirazione.

Tornato a Barcellona nel 1912, frequentò l’Accademia Galí fino al 1915, dopodiché passò al Circolo Artistico di Sant Lluc. Nel 1916 Mirò affittò uno studio ed entrò in contatto con personalità nel mondo dell’arte. Furono questi gli anni in cui Miró scoprì il fauvismo e in cui tenne la sua prima esposizione personale alle Galeries Dalmau (1918).

 

Fundació Joan Miró

La Fundació Joan Miró si trova a Barcellona e possiede alcune delle opere più rappresentative del pittore catalano Joan Miró. Contiene più di 10.000 pezzi tra dipinti, sculture e tappezzerie, oltre a diversi disegni e schizzi.

L’idea di creare una fondazione nacque nel 1968 dallo stesso Joan Miró che desiderava trasformarla in un elemento che garantisse la possibilità di conoscere le tendenze dell’arte contemporanea, oltre a consentire che le sue opere fossero sempre a disposizione del pubblico.

 La fondazione venne costituita ufficialmente nel 1975 e fu inaugurata il 10 giugno dello stesso anno sulla montagna del Montjuïc, in un edificio costruito dall’architetto Josep Lluís Sert, amico personale di Miró. Sert lo concepì come uno spazio aperto, con grandi terrazze e patio interni in modo da permettere una corretta circolazione dei visitatori. L’edificio venne ampliato nel 1986 inserendo una biblioteca e un auditorium.

La collezione della pinacoteca permette di percorrere la vita artistica di Miró, dai suoi primi schizzi ai quadri di grandi dimensioni che caratterizzarono l’ultima tappa della sua vita. Il museo utilizza anche i QRpedia per permettere ai visitatori di leggere la voce di Wikipedia riguardante gli oggetti nella collezione nella lingua che preferiscono.

Fonte Wikipedia